CALAVERNE D’AUTUNNO

Sembra  quasi impossibile dopo il caldo degli ultimi giorni, eppure a Novembre non è raro  che con l’arrivo di perturbazioni di aria fredda le vette del Pollino si vestono di bianco. In realtà parlando con anziani abitanti di questi posti si viene a conoscenza di nevicate ancora più importanti in cui la neve scendeva anche intorno ai 1000 m s.l.m e a volte superava anche i 50cm di altezza. Per loro era una cosa normale, era l’inverno che giungeva alle porte, avevano già preparato la legna, le provviste e tutto quanto era necessario per sopravvivere al lungo inverno, con ritmi lenti e con rassegnazione sapevano già a cosa andavano incontro. Per gli appassionati degli sport invernali in ogni sua disciplina le prime nevicate sono il segnale che prima o poi ognuno di noi potrà dare sfogo a mesi di inattività e potrà cimentarsi  nella disciplina desiderata. Per gli operatori del turismo invernale rappresenta invece una speranza affinché questa stagione invernale possa essere migliore di quella passata. Come ogni anno da quando all’età di 9 anni ho iniziato ad avere un rapporto con la neve anche per me la prima nevicata rappresenta qualcosa di magico, è come rivedere una cara  amica dopo 6 mesi, ti svegli la mattina guardi le montagne e vedi che qualcosa è cambiato, i bellissimi colori autunnali sono ricoperti da un unico colore, il bianco candido della neve. In realtà anche prima che nevichi nell’aria si sente il profumo della neve. Ogni anno accade la stessa cosa, viene voglia di toccarla , di camminarci , di ascoltare il rumore mentre ci cammini sopra, di sentire il freddo del vento sul viso e di passare qualche ora lontano dalla civiltà. Anche oggi intorno alle 11 di mattina decido di fare un salto sulla neve, ne approfitto per fare una seduta di allenamento in quota ma soprattutto per avere un contatto con la neve. Alle 12.00 in punto parcheggio la macchina in località lago Duglia, prendo i bastoncini da Nordic Walking , infilo il piumino nella tasca posteriore del giubbino e inizio a camminare. Dopo i primi km che servono per riscaldare i muscoli regolare il ritmo cardiaco e della respirazione il passo inizia ad essere più deciso, in alcuni tratti inizio a correre simulando la spinta dello sci, il fisico reagisce bene i muscoli rispondono  e respiro è abbastanza regolare. Dopo 1:15′ primi di salita avvolto dalla nebbia e dalle raffiche di vento sono sulla vetta di Serra di Crispo ( 2056m) , il tempo di fare un paio di foto e giù di corsa sulla strada del ritorno. Con questo tipo di allenamento ci prepariamo ad affrontare la stagione invernale iniziando a preparare il fisico e la mente all’inverno. In tanti appassionati di sci  sottovalutano la”presciistica”tornano sulle piste pensando di riprendere dove hanno lasciato la stagione passata, questo atteggiamento è molto pericoloso perché la mente ordina hai muscoli dei movimenti che non si fanno da mesi e quindi si è a rischio infortunio. La “presciistica”  può essere fatta anche in palestra, anche se il modo migliore è farlo all’aria aperta in modo da acclimatare il corpo anche alla temperatura, poi se correndo o camminando ti trovi al cospetto di un Pino Loricato avvolto da una calaverna tutto diventa più bello.

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