p150Rovaniemi La sfida al circolo polare artico 

15 Febbraio 2017

Dopo una mattina  di lavoro sulle piste da sci ad ora di pranzo ricevo la visita di Giuseppe e Mara per augurarmi buona fortuna e consegnarmi qualche gaget. Si pranza assieme e poi di corsa verso casa. C’è  tutto il materiale da ricontrollare, sciolinare gli sci e per ora di cena incontrare gli amici di skialper.Dopo una bellissima serata a parlare di montagna alle 24.00 chiudo definitivamente i bagagli, alle tre di mattina Rocco ( cugino sempre disponibile ) mi accompagna all’ aereoporto di Bari

16 Febbraio 2017

Le poche ore di sonno della notte passata di fanno sentire, penso e importante riposare  bene.A Milano incontro il mio socio e compagno di avventura Giovanni Roveri, una persona speciale, un fortissimo atleta. Insieme decolliamo  per Helsinki, inizia la nostra avventura insieme. Giovanni è una persona straordinaria, ha fatto cose incredibili ha gareggiato in giro per il mondo ed è  uno dei 5 italiani ad aver completato ” Tour Divide ” dal Canada al Messico 4480km in 20 giorni. Subito ne approfitto per chiedergli consigli su  come affrontare la 150.

Alle 13.00 è  prevista la riunione gara, in cui viene scupolosamente controllato il materiale obbligatorio da portare  al seguito. Bisogna essere autosufficienti e pronti ad affrontare ogni situazione, unici riferimenti  sono cek point obbligatori da toccare .Il breefing  e’tutto in inglese e comincio ad andare nel panico capisco solo squalifica squalifica ,  pericolo  pericolo, lupi  lupi e ipotermia ipotermia , cominciano bene ….

Intanto Giovanni rischia di essere squalificato avendo saltato il breefing delle 11:00 per i partecipanti della 66. Dopo ripetute sollecitazioni riesce ad averne un’altro alle 19.00.

Ritiro il mio compagno di avventura ” la pulka ” uno slittino allestito per essere trainato.

Scatto una foto con il patron della manifestazione, un personaggio…. ma con una grande carica e voglia di fare e pronto a squalificati.

18 Febbraio

Seguo i consigli del mio nutrizionista Tommaso Ciccimarra per quanto riguarda la colazione e poi verso la partenza con la mia Pulka allestita da gara. Nel preparare il materiale oltre a quello  obbligatorio ho messo della roba in più ecco cosa ho portato :

Sacco e pelo -40 ,materassino lampade frontali  e luce posteriore con batterie

inoltre : tre paia di guanti, due occhiali, una maschera da neve, un passamontagna, kit pronto soccorso, due paia di calze, un ricambio completo, una giacca in goretex , un piumino leggero e uno pesante, due borracce di bevande e cibo  per circa 7000 calorie.

Ci siamo, siamo alla partenza firmo l’ingresso in gara e vado verso il punto in cui daremo sfogo alla voglia di partire.

La carovana è  partita le fatbike partono a razzo e mi rendo subito conto di aver sbagliato alcune cose, la pulka si ribalta in continuazione e quello che ha vinto l’ edizione 2016 è  partito con gli sci da skating mentre io con quelli da classica e per giunta con le squame. Mi fermo subito per sistemare la pulka e cambiare gli sci e intanto divento Ultimo. Cambio il tutto velocemente sistemo il carico sulla pulka e riparto in recupero fino al primo cekpoint a circa  11km. Il tempo è  bello la neve è  veloce e procediamo di gran ritmo, il paesaggio è  da  favola, attraversiamo laghi e fiumi ghiacciati, villaggi e boschi selvagi.

Ci alterniamo avanti con Giovanni Bonazzi, ha vinto la 150 l’ anno scorso e corre per la 300, mi da qualche consiglio e mi dice che siamo entrambi in testa alla corsa. In uno dei checkpoint  si  ferma un po’ di  più,ha freddo alla mani, io firmo e vado avanti. Attraverso un Ponte ghiacciato sul fiume molto pericoloso   dove nelle scorse edizioni un concorente e stato trascinato in acqua dalla pulka . Poco piu avanti in un dosso rombo gli sci da skating. …. cavolo !!! Che disastro ! Cambio gli sci senza perdere la calma ma sono consapevole che non potrei essere più competitivo e veloce come prima. Fisicamente però  mi sento apposto e continuo di gran ritmo.

Ricordo le parole del breefing,tradotte da un amico,  dovrei trovarmi nella zona del ” lupi curiosi ” , volevo arrivarci prima del buio invece  ne faccio un pezzo al buio.Il mio programma di gara era arrivare per le 19 circa all’ unico cekpoint al chiuso intorno al 90 km. Credo di farcela negli ultimi 10 km inizio ad avere problemi con la lampada frontale, il freddo la blocca ….. sono al buio. Ho la frontale di scorta nella sacca ma è tutto congelato e con quel freddo non posso scoprire le mani, manca poco al cek e continuo al buio. Arrivo, mangio mi cambio la roba sudata e bagnata e devo decidere il da farsi : dormo qualche ora al caldo ? Parto e tiro  dritto sfidando la notte artica? Deciso ! Tiro dritto e parto. Dopo qualche km mi rendo conto che il freddo alle mani e hai piedi iniziava a farsi sentire, avevo indossato un piumino leggero e non volevo accaldarmi troppo perciò ero partito tranquillo. Il freddo invece mi obbliga ad aumentare il ritmo a produrre calore e mandare in circolo il mio sangue. Nel frattempo inizio a pensare al prossimo chekpoin che è  quello più lontano ma è  l’ unico posto sicuro che viene in mente . Passano le ore il freddo la stanchezza sono logoranti il cielo si  colora di striature accenni  di Aurora boreale. Ogni tanto mi volto quasi a volere qualcuno che mi raggiunge e mi tiene compagnia, ogni tanto mi distraggo i forse mi addormento mentre scio e mi ritrovo a terra senza un motivo. La strada continua in salita completamente lastrata di ghiaccio, gli sci non tengono e scivolano indietro vado parecchio di braccia ma sono lento. Ecco una lucina avvicinarsi e raggiungermi è  il primo corridore e piedi un italiano … ci incitiamo a vicenda e andiamo avanti. Nei teatri un po veloci la pulka avanza sul ghiaccio e si ribalta continuamente … ho paura di perdere il numero o la luce posteriore  lampeggiante  ( verrei squalificato). Continuo deciso, ho il viso completamente incrostato  dal ghiaccio, barba cigle e sopracciglia. Un’ altra lucina sopraggiunge, la prima donna con gli sci , ha uno zaio e non la pulka gli sci lisci  ed è  molto veloce ( farà il record con 22 ore). Provo a stargli dietro per un pezzo ma è molto veloce e dopo un po mi stacca. Le donne del Nord sono delle macchine da guerra anche con la bike l’ anno scorso ha vinto una donna e quest’ anno era tra i primi tre .Qualcuno che aveva fatto questa gara mi aveva detto che il sonno e la stanchezza poera ad avere allucinazioni, adesso non saprei dire se lo immaginato, sognato ho sentiti realmente l’ ululato e il richiamo dei lupi . Continuo senza fermarmi  sono 7 ore che non mi fermo, non arriva mai questo chekpoin? Ti accorgi di esserci vicino quando inizi a sentire puzza di fumo, il fuoco,  l’ acqua calda le firme, un telo sorretto da quattro pali e qualcuno che dorme nel sacco a pelo .Mi sento esausto bevo qualcosa di caldo e sto un po’ vicino al fuoco. È  solo un caldo apparente perché sulla schiena sento gelare tutto,a tratto mi addormento e rischio di cadere sul fuoco, devo ripartire non posso lasciarmi avvolgere da questo tepore, devo reagire devo stringere i denti e ripenso al cammino che mi ha portato fino qui,  Quante ore trascorse in montagna, quanti km percorsi, inseguendo sogni certezze e paure e adesso dovrei arrendermi. BALZO in piedi in un attimo preparo la slitta la collego e ricomincio a sentire il mio battito il mio orgoglio e la mia testardagine …. 35 km all’arrivo quanto la Sila 3 Vette ma dopo averne fatti già 115 . Intanto Albeggia almeno la paura del freddo e della notte diminuisce , mi sfiorò il viso con il guanto e mi accorgo di avere una maschera di ghiaccio, dalla lampada frontale scendono candele di ghiaccio davanti agli occhi. Nevischio e da freddo all’arrivo scoprirò che ci sono alle 11 -17 e stanotte quando saranno stati ? Non lo so di solo che ho avuto tanto freddo …. Ultimi cek point  mancano 11km in un lago ghiacciato con rumori strani e crepe dappertutto …. Non ci penso vado avanti …Non mollo !!! Vedo rovaniemi non ci credo sono apatico stanco e poco lucido , sbaglio strada come un pivellino non mi perdo nei boschi mi perdo in città mi ripeto …. provo a tagliare un un fuoripista per rientrare più velocemente ma sptofondo fino alle ginocchia, torno indietro quarto la bussola dovevo mantenermi più a sx. Dopo vado giro ritorno sul percorso vedo il Po te , la partenza l’albergo la firma . Arrivato finito, si congratulano con me saluto e vado verso l’uscita …. mi urlano in inglese di fermarmi mi abbracciano mi dicono in intese dei il primo con gli sci …. mi fanno un panino l’acqua la coppa le  medaglie  un buono e ancora non capisco …. loro sorridono io incredulo mi scattano una foto e esco dalla stanza. Giovanni mi aspetta e si complimenta io ancora non  ci credo …..

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