Sila 3 Vette 2019 ritorno alla vittoria!

1-2-3 Febbraio 2019

Cosa mi piace di queste GARE? Il senso dell’avventura sicuramente, gli imprevisti ad ogni km, il confronto con persone atleticamente molto forti. Anche quest’ anno tre discipline: a piedi, fatbike e sci. Ci eravamo lasciati lo scorso anno con un percorso poco adatto allo sci…80km di cui solo 20 sciabili. Nonostante tutto io e Giovanni Bonazzi siamo rimasti fedeli alla disciplina scelta all’ inizio e così, siamo stati finischer sulla 80, lui primo ed io  secondo.

La sila3vette ha il suo fascino imprevedibile, non è mai stata uguale e mai lo sarà negli anni avvenire. Le condizioni atmosferiche, il tipo di innevamento ci sapranno dire più o meno in anticipo le discipline più favorite.

L’edizione 2019 si presenta favorevole allo sci, come il primo anno, ma come sempre tutta un’ altra storia.

Tanti concorrenti anche quest’ anno, qualcuno in più con gli sci, qualcuno in meno in fatbike e qualcuno che ha cambiato all’ ultimo momento la disciplina.

Sinceramente non condivido il cambio di disciplina all’ ultimo momento, per un mio modo di pensare, ma l’ organizzazione lo permetteva e qualcuno ha scelto la disciplina più adatta alle condizioni.

Arrivo a Camigliatello prima di pranzo di venerdì 1 febbraio, insieme alla mia compagna Silvia che anche quest’ anno ha deciso di seguirmi e di supportarmi. Do uno sguardo alla condizione della neve e capisco che la gara sembra essere favorevole al mio assetto. La mia premessa era stata quella di gareggiare ma di non strafare, perché la mia vera gara parte il 18 Febbraio in Alaska, iditasport original http://www.iditasport.com .Dopo l’ iscrizione, un ottimo pranzo e riunione pre gara, qualche ora in albergo per preparare lo zaino e un eventuale riposo, cosa che come ogni volta mi riesce poco! La voglia di partire è troppa. Rito ufficiale prima della partenza con i politici e alle 19:15 partenza. Due km di asfalto con sci in spalle, bikers e corridori partono forti. La gara è lunga, sono sereno e parto deciso a passo veloce senza correre. Inizia la neve e si parte con gli sci,la pista è battuta e salgono tutti abbastanza spediti, le bici rallentano e gli sci Alpinisti dettano il passo,arranco con una tenuta che non è ottimale e penso che sarei dovuto partire con le pelli. Generalmente i primi km soffro sempre,il mio motore è un vecchio diesel di quelli aspirati che solo una volta caldo inizia a macinare km. Nonostante le difficoltà di tenuta non riesco a mantenere la promessa di andare piano, inizio un crescendo di ritmo che mi porta a superare tanti concorrenti. Capisco dalle tracce dopo circa un’ora di salita di avere davanti uno sciatore e due che corrono a piedi, ma vanno proprio forte penso!!!

Nei pressi di Monte Curcio, il primo checkpoint, davanti a me lo sci Alpinista bello in forma e che porta un buon ritmo, firmo prendo un thè e riparto… ci sono “lepri” davanti che mi fanno stare in guardia .

Inizia la strada delle vette e capisco che quello che avevo immaginato di fare non sarà possibile. L’ ultima nevicata di due giorni prima ha completamente coperto la traccia battuta e di scivolare proprio non se ne parla… naturalmente riesco con fatica ad essere più veloce dello sci alpinismo e di quelli a piedi… li intravedo prima del secondo checkpoint Monte Scuro. Firma e coca cola. Ormai li vedo e non perdo tempo… qualche km e sto davanti. Sento la responsabilità di tracciare il percorso per gli altri e soprattutto consulto spesso la traccia per non sbagliare. I due corridori ormai con le ciaspole sono Giuseppe D’Amico ( vincitore poi nella 40) e Daniele Nava ( che continuerà a darmi filo da torcere fino alla fine). La Strada delle vette si presenta infinita, sprofondo e scivolo indietro con gli sci faticando a tenere il ritmo di Daniele che con le ciaspole mantiene un ritmo incredibile. Perdo il contatto ma non mollo, non siamo ancora a metà gara, seguo le tracce di Daniele che a sua volta, ha seguito i cartelli che vanno nella direzione sbagliata (qualche persona molto intelligente che si è divertita a cambiare i cartelli). Per fortuna me ne accorgo, provo a chiamare Daniele e rientro sul tracciato di nuovo in testa.

Al checkpoint di botte Donato facciamo il pieno di prelibatezze, fuochi d’ artificio all’ arrivo e foto con Lo staff. Si riparte in discesa, arranco con degli sci ingestibili su una neve pessima, Daniele perde più volte roba dallo zaino ( mi deve qualche birra!!! ). Finito il dramma della discesa si torna a salire su NEVE fresca di nuovo favorevole alle ciaspole, intanto troviamo tracce di sci davanti a noi segno che qualcun’altro è avanti, tratto in discesa fra alberi stretti che decido di fare a piedi e poi lunga discesa con qualche strappo in salita fino a Lorica al 4° checkpoint dove arrivo con cinque minuti su Daniele. Esce insieme a me per darmi filo da torcere sulla lunga salita che ci aspetta. Cerco di limitare i danni sapendo di avere poi un tratto a me favorevole, nonostante tutto quando sento i fuochi per Daniele che arriva, mi mancano ancora 5 minuti per campo Carlo Magno 5° checkpoint. Daniele esce veloce, io mi intrattengo qualche minuto con i gestori e gli amici del Soccorso Alpino, sto bene e mi aspetta il famoso tratto a me favorevole dove supero e stacco Daniele fino al 6° checkpoint: il treno.

Firma e ristoro, chiedo a Maurizio Angella di controllare la posizione del secondo e mi dice che sta arrivando. Daniele deve aver corso tantissimo e forte per tenere il ritmo di uno sciatore. Ci rincontriamo, gli dico : ” ci vediamo più avanti ” e mi risponde : “credo proprio all’arrivo” . 3 km di ferrovia, (non come l’ anno scorso che ne ho fatti sei saltando l’ incrocio) , vado come un treno, sui binari ricoperti di neve ghiacciata riesco a spingere e finalmente a sciare, becco l’incrocio e sorpresa: 3k di camminata nel fango! Alla fine rimetto gli sci e mi impongo un ritmo abbastanza elevato complice anche una vecchia traccia di motoslitta che mi permette di sciare. Arrivo all’ ultimo checkpoint intorno alle 8 di mattina, velocissimo saluto Giuseppe e riparto per gli ultimi interminabili 9km ma con la consapevolezza di avere la vittoria a portata di mano. Gli ultimi km sono una danza, neve fantastica mi permette di sciare con un gesto da fondista esperto. Discese, curve e qualche caduta mi riportano nel tratto finale…sento le voci, alzo le braccia al cielo e la terza edizione della sila3vette ritorna nelle mie mani. All’ arrivo Silvia, che mi ha seguito e aspettato tutta la notte e gli amici a complimentarsi con me. Daniele arriverà circa mezz’ora dopo. Non ci siamo più visti, avrei voluto fargli i complimenti per la determinazione e la tenacia che ha dimostrato.

Cosa ti lascia addosso questa manifestazione ? Come ogni anno un arricchimento sportivo ma soprattutto umano. Mi sono confrontato e ho conosciuto persone immense, nello sport ma soprattutto nell’ anima , Da Pippo e Mara e il loro bellissimo staff

, fatto di famiglia e amicizia. Luca Bettinsoli

che mi ha raccontato la sua Alaska, dandomi un sacco di consigli.

Ausilia Vistarini,

( unica donna europea a concludere i 1800 km dell’ Iditaroad) .

Marta Poretti

( 1° donna iditasport Extreme 2018).

Mentre scrivo queste righe sono in piena preparazione logistica per quella che sicuramente sarà la mia più grande avventura. Fra qualche giorno volerò in Alaska per partecipare all’ Iditasport original .

Immagino grandi spazi bianchi, boschi infiniti, freddo, solitudine e paura.Un sogno che si avvera! Quei documentari che hanno sempre catturato la mia fantasia da bambino adesso avranno una risposta … !Grazie a chi mi sostiene in questa avventura…. In primis a Silvia, compagna di vita e di avventure.

Alla mia famiglia che mi sostiene. In particolare a mamma, che forse non lo capirà mai o forse lo capisce ma non riesce a dimostrarlo .

A chi mi ha sostenuto con attrezzatura, supporto economico e morale…

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