Winter challenger Sila Tre  Vette 

 Quando da un articolo letto su Facebook ho appreso di questa manifestazione in Calabria, precisamente a Camigliatello Silano, il mio primo pensiero è  stato: ” cavolo!  Ho fatto le cinque vette del Pollino, le Seven Summit Lucane sarebbe bello fare la Sila tre Vette. Poco Tempo dopo ho appreso che il primo classificato avrebbe avuto accesso alla Rovaniemi150 in Finlandia. Sicuramente la prima cosa che ho pensato è  stata : cavolo sarebbe bello ….

Intanto i miei allenamenti continuavano come al solito, ma con un piccolo pensiero che piano piano di faceva spazio nella mente. Vabbè ci provo mi sono detto …! Faccio l’iscrizione e comunico agli amici il mio obbiettivo. Ecco adesso non si torna indietro. Tra un allenamento e l’ altro arriva il giorno della partenza. Direzione Camigliatello Silano, una località a me molto cara, dove 30 anni fa ho gareggiato per la prima volta, ricordi  indelebili nella mente. Verifica Iscrizione e briefing per fare e poi qualche ora di riposo …

Non riesco a riposare per niente e troppa la voglia di partire …Ultimo controllo allo zaino e si va verso la partenza 

  • Incontro gli altri atleti di cui quattro con gli sci, ecco i miei concorrenti penso tra me è me.Scambio qualche parola con loro e  capisco da subito chi è  quello più accreditato. Un professionista di gare di lunga distanza,Giovanni  Rovieri arriva dal Piemonte e ha un palmares da brivido con gare di lunga distanza in giro per il mondo. Ok ! Mi ripeto nella mente provo a giocarmela ma dentro di me sento di temerlo. Ci siamo arriva il presidente della Regione Calabria  che da l’imbocca al lupo a tutti.Start si part si  inizia a correre dentro Camigliatello e capisco subito che sarà dura ( non ho mai visto nessuno correre così con gli scarponi da scialpinismo ) dopo 1km ha già 500m di vantaggio. Partiamo tutti molto forte e appena nel bosco preso dalla voglia di non farmi staccare molto sbaglio per due volte percorso. Mi fermo prendo fiato e mi dico che così non va bene, non sono lucido …Riparto con il mio ritmo intanto nei vari pezzi in cui levo gli sci i corridori a piedi passano avanti, sono più veloci di me! Mi chiedo se non ho azzardato molto a non usare le pelli e ne ho conferma appena la salita impenna.  Intanto penso al mio avversario diretto che sale come un treno e  io che arranco perdendo colpi. Salendo di quota la nebbia ci avvolge e tutto diventa più difficile, arrivano i primi dubbi incontro  gente che ritorna sui suoi passi e chi mi dice di Tornare indietro. Mi fermo prendo fiato e penso: devo trovare il rifugio a Monte Curcio per vidimare il passaggio. Non vedo più segnali do un’ occhiata alla bussola ma il mio istinto mi suggerisce una direzione, la prendo ed è  quella giusta … Il mio diretto avversario è  avanti e già verso il secondo obbiettivo. Decido di non fermarmi per rifocillarmi,  riparto subito in discesa che mi accoglie con un bel capitombolo, mi rialzo e riparto. La pendenza e diminuita e il mio motore gira meglio, posso spingere di più. Sono sulla strada delle vette, sto bene e vado come un treno fino a Botte Donato, arrivo al Rifugio e gli amici del Soccorso Alpino mi dicono che è  uscito un minuto prima di me,puoi prenderlo!!! Prendo un thè,  una coca cola e riparto. Vedo la sua luce sempre più vicina e in un tratto in leggera salita lo supero  mentre cambia le pelli. Scoprirò  alla fine che Giovanni  cmq ha avuto problemi anche con le pelli .Ok sono davanti ! E adesso ? Non posso permettermi errori ma non posso neanche andare piano, spingo al massimo, mi gioco tutto oppure scoppio. Mi giro un paio di volte non vedo e non sento niente e spingo ancora. Le gambe di fanno pesanti il respiro è  sempre alto i battiti sicuramente fuori soglia ma non mollo. Inizia la discesa fra salti  di rami caduti, curve a gomito e visibilità  di qualche meteo mi ritrovo a sciare sull” asfalto su cui cado rovinosamente. Mi rialzo e riparto ricordando le parole del briefing “all’ asfalto sentiero a sx. Si ritorna a Salire, sento le mie gambe come due pistoni di Caterpillar, so che non devo mollare in salita con le pelli Giovanni sarebbe più veloce. Dopo una lunga e ultima salita di scende di nuovo, ed un certo punto mi ritrovo in un posto che riconosco ., ” la Valle dei Porcini ” …. sento il profumo della vittoria e alle 3,45  arrivo a Campo Carlomagno e realizzò che andrò alle 150rovaniemi. … che gara ragazzi !!!
  • VADO IN FINLANDIA,  GRAZIE GIUSEPPE GUZZO , GRAZIE MARA CARCHIDDI, GRAZIE SILA TRE VETTE, GRAZIE A ME ALLE PERSONE CHE HANNO CREDUTO.
  • PASQUALE  LAROCCA 
  • @MAESTRODISCIPASQUALELAROCCA

Le cinque cime del Pollino (il report di un gruppo di partecipanti …. bellissimo da leggere!!!)

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06/07/2016
avventura 5 cime con bivacco vista da 3 lucani
#sedalmontevuoisoccorsomenailpelopiùdell’orso
Partenza da Potenza per raggiungere agip di Francavilla in Sinni per radunare la ciurma.
Uniche info a noi note circa la composizione della compagnia sono quelle dei partecipanti al gruppo whatsapp creato dal mitico Pasquale, guida impeccabile del Parco del Pollino e da quel momento in poi unica guida per tutte le nostre avventure……..
Oltre noi 3, un certo numero di partecipanti (poco influente per noi) ma soprattutto due nomi di quote rosa, Maura e Cristina. Subito parte la toto composizione ciurma………l’idea che più ci piace????
Pensiamo a due amiche sole solette alla prima esperienza di trekking che avranno sicuramente bisogno di aiuto ed attenzioni. Quindi parole d’ordine, non dare confidenza ad individui maschi del gruppo e dedicarsi esclusivamente a loro.
Arrivati all’agip via con le presentazioni. Gruppo di giovani brindisini, tra cui ragazzotto alto e prestante, Luigi, abbigliato e attrezzato di tutto punto di accessori mimetici, i fratelli Simone detto Stefano e Davide, accompagnati dalle rispettive dolci metà, Maura e Mara, soprannominata fin da subito la ragioniera, per motivi che un giorno forse scoprirete. A questo punto la nostra idea delle due amiche sole solette inizia a vacillare.
Altro gruppo consolidato direttamente dalla Calabria saudita, composto dalla coppia più bella del mondo Franco e la signora Grinta ed una spasimante, Chiara. Lorenzo e Tonino, che già a primo acchitto sembrano grandi intenditori della questione………….bivacchi.
Mancano all’appello altre due persone dice la guida per antonomasia, Pasquale. Allora pensa e ripensa, ultime speranze della coppia di amiche……..beh sicuramente Cristina porta un’amica che non è nel gruppo Whatsapp.
Benissimo………..piacere Cristina, piacere Mimmo.
Chiaramente i nostri sogni pindarici svaniscono prima ancora di mettere lo zaino in spalla. L’unica cosa a tenere un po’ su il morale in quella stazione di servizio è il decoltè della barista.
Il gruppo è pronto si parte. Lasciate le macchine, ci carichiamo di zaini colmi come quelli dei soldati nelle campagne russe. Quando sembriamo sopraffatti dal peso fortunatamente arriviamo a Piano Gaudolino.
Qui mettiamo in mostra tutta la nostra praticità nel montare le tende, lasciamo gli zaini e si parte per Serra dei Preti. Iniziamo a salire con la borraccia dell’entusiasmo colma, dopo la boscaglia ci rendiamo conto che c’è ancora un bel po’ di salita da fare. È qui nasce una prima riflessione: “Perché l’uomo ha questo rapporto di sfida con la montagna???? Perché????”
Da Lagopesole giunge un’idea: “Perché l’uomo non si fa mai i fatti suoi e soprattutto il Vajont si poteva evitare”.
Arrivati in cima, da intenditori della montagna proviamo ad accendere un sigaro toscano, e proprio in quell’istante ci rendiamo conto che “in montagna c’è vento da tutti i lati”.
Scendendo scendendo si iniziano a definire, come nei più grandi giri a tappe di ciclismo, i ruoli all’interno del gruppo. Mimmo e Cristina stanno già cenando quando gli altri sono ancora alle prese con i sentieri e soprattutto quando, senza fare nomi, Mara, inizia ad accrescere la sua sensibilità con le suole delle scarpe e a prendere confidenza col brecciolino.
Oh finalmente si cena, Pasquale si cuoce un po’ di pasta, Mimmo e Cristina cenano con pietanze a noi sconosciute da quando siamo stati svezzati, iniziamo a trovare un po’ di feeling culinario con quelli della Calabria saudita, polpette e pecorino homemade. Noi tagliamo come si suole qualche capo di sauzizza e lo offriamo alla comitiva. Cristina educatamente rifiuta più volte, ma noi ci riproviamo finchè capiamo che era
inutile insistere. Ancora non sappiamo come ci sia arrivata la novella, che lei è vegetariana. Un po’ di vinello che non tutti bevono e poi in tenda.
Sveglia di buon mattino udendo quel soave e dolce suono di campane di vacche tutto intorno a noi. Colazione……..con tarallo aviglianese e caffè freddo. Il cielo fortunatamente ha mandato al nostro bivacco la signora Chiara, che da buona donna del sud ha portato la macchinetta del caffè. Dopo un incerto: no grazie al caffè caldo………le abbiamo fatto rifare il caffè due volte.
Pronti si parte, dopo che tutti o quasi (chissà Lorenzo a chi pensava quando Pasquale parlava) caricano un bel po’ d’acqua che debba durare per tutta la giornata. Oggi tappa epica….Pollino e Dolce Dorme.
Dopo un’oretta di cammino inerpicandoci in irti sentieri, usciamo dal bosco e vediamo i primi pini loricati da vicino. Piccola sosta con vista su viadotti e galleria della Reggio Calabria, che ispira un profonda riflessione: “Pur di non fare salite e discese, l’uomo ti ha bucato le montagne” invece noi continuiamo a salire e scendere ……..a piedi per di più.
La salita [ bella tostarella e qualcuno lasciando il sentiero, cerca di prendere la cosa più dolcemente, inghiana dritto per dritto per accorciare…… e proprio quando siamo quasi in cima che capiamo fino in fondo la risposta del compianto Marco Pantani alla domanda: “Marco perché vai così forte in salita? Per abbreviare la mia agonia”.
Arrivati in cima ognuno pratica i suoi riti propiziatori, c’è chi fa foto, chi gira dei brevi video, chi fa un sorso di vino e chi spera che ci sa ancora salita e non discesa.
Prendendo un po’ fiato guardiamo la prossima cima da affrontare: il Dolce Dorme, la più alta…..e si vede.
“Caro mio quella è tosta”, dice un gitano, e l’altro prontamente lo conforta: “Quella non è tosta, è solo una salita……..perché la puoi fare”, indicando la cima che ci aspetta; aggiunge:”quella è tosta, perché non la puoi fare”, indicando l’infinito.
Pasquale da ottimo condottiero incoraggia tutti dicendo con calma in un’oretta siamo lì. All’inizio nessuno, o meglio noi, non credevamo alle sue previsioni temporali, che invece erano sempre precise al minuto spaccato e che ci hanno fatto ricredere subito.
Inizia la discesa e ci rendiamo conto che anch’essa ha le sue belle difficoltà. Il nostro estro ci viene in soccorso e ci capiamo che affrontando la discesa con nonscialans, sorriso ed erre moscia alla francese è tutto più facile. Iniziamo ad intonare la marsigliese e iniziamo ad andare giù come dei veri stambecchi. Per di più comprendiamo due segreti tecnici: “Per scendere in scioltezza o fai una bella stretta alle scarpe o na bella stretta alla bottiglia”.
Arriviamo a Sella del Pollino e ci guardiamo con calma quello che ci aspetta che a dire la verità non sembra poi così ripido.
Iniziamo a salire, e ci rendiamo conto che quello che sembrava da giù è proprio vero……”il Dolce Dorme non è ripido……è appizzicat’ proprio”.
Il gruppo si sgrana…..Mimmo e Cristina come sempre a fare le lepri, in gran forma il signor Lorenzo che ripetendo tra se e se “è pianura è pianura” sembra essersi davvero convinto……e poi quel che rimane del gruppo. La signora Chiara, quasi allo stremo delle fora non molla, per non darla vinta alla sua rivale in amore, la signora Grinta di cui tanto parla il marito Franco.
Arrivati in cima, solite tradizioni rispettate, il signor Franco gradisce un goccio di vino e si lancia in un brindisi improvvisat:”Amm fatt’ vall’ e vallun’, brindisi faccio a sti 4 ming….”.
Ormai il gruppo non ha più segreti, o quasi, ognuno mette a nudo senza vergogna le sue mancanze. Tant’è che per scendere Mara ci ha messo circa il doppio del tempo impiegato per salire. Poco fiduciosa nelle sue suole, nemmeno la marsigliese e la stretta di scarpe (perché vino non ne beveva) sono riusciti a farla sbloccare.
Arrivati quasi in fondo, pausa pranzo………. Lorenzo evita il pasto per non farsi venire sete……ha finito l’acqua. Tranquillo Lorenzo “Quando qualcuno resta senz’acqua, una goccia ognuno e riempiamo l’oceano”.
Il gruppo sembra preferire la dieta vegetariana, i ragazzi salentini si dedicato all’inghiottimento di ortaggi crudi, ma la coalizione calabro-lucana tiene duro e procede ad affettare suini fatti a carne e ovini fatti a formaggi con coltelli comprati ad ok per l’occasione o tirati fuori dalla personale collezione come per il signor Tonino.
Si ritorna finalmente al campo base, dove tutti senza pudore mettono a mollo nella fontana freschi e profumati piedi.
“Dormito in tenda, camminato per impervi sentieri, lavati con gelide acque e senti il vigore del giovane…….lo stesso giovane che a casa per un solo decimo di febbre, mille volte avrebbe preferito farsi uccidere piuttosto che soffrire”.
Tra un sonnellino, una chiacchierata e altro arriva l’ora della cena.
Questa sera tavolata, o meglio copertata unica per cena etnica, incontro di tre regioni confinanti ma distanti culinariamente. Quando ci rendiamo conto di essere alla sagra del porco, ci accorgiamo di aver invitato anche Cristina la vegan. Allora si impugnano i coltelli e si iniziano a fendere ortaggi di tutte le dimensioni e colori per grigliarli un pochino e coinvolgere anche Cristina detta Vegan. Quando le prime tre fette di zucchine diventano nere come nu tuzzon’, c’è un cambio del menù………ciambotta.
Tutti i commensali, scettici delle qualità ciambottistiche del buon Ciccio, si ricredono assaggiando il suo ricercato piatto, tanto da costringere il suddetto a fare tre cotture della suddetta.
La serata scorre nel migliore dei modi…..non fosse per il lancinante dolore ai mennilli che ad un tratto blocca il signor Lorenzo.
Il giorno seguente il gruppo è molto più a suo agio al campo base. Di buon mattino tutti partono per i servizi igienici disseminati tutti intorno alle tende, senza il pudore che un po’ li frenava il primo giorno.
Colazione e si parte……o meglio si cerca di partire. La stanchezza dei giorni precedenti si inizia a sentire e salendo verso Serra delle Ciavole il signor Franco capisce il momento critico e dà uno scossone a tutti: “Grinta ci vuole grinta…..da quando ti svegli la mattina a quando vai a letto la sera devi avere grinta, un cuore per amare, una testa per ragionare e due …… per combattere”
Non contento: “ Nella vita per non essere un bersaglio devi stare sempre all’angolo opposto di tiro”
Spronati dal signor Franco…arriviamo a Serra delle Ciavole.
Ultima cima ….. serra di Crispo. Arranchiamo ma ce la facciamo e proprio quando ci rendiamo conto di aver concluso tutte le cime : “Se le gambe avessero paura come gli occhi non ce l’avremmo fatta”.
Si rientra al campo base e finalmente si pranza ……… finalmente finchè non assaggiamo l’affettato di lupini……
Tristemente raccogliamo tende sacchi a pelo, rifiuti (in quantità industriale) e ci rimettiamo in cammino per rientrare. Gli zaini, svuotati rispetto all’andata, sembrano essere più pesanti……..
Quando la tristezza ha raggiunto il culmine e tutti sono pronti a salutarsi……..ci viene in contro il mitico signor Lorenzo. Una delle ruote della sua auto è sgonfia……evvai un altro po’ di tempo da passare a paraculare il malcapitato che sembra non aver preso bene la cosa…….soprattutto perché anche la ruota di scorta è inutilizzabile. Quel sant’uomo di Pasquale, mandato dal cielo, ci riporta la ruota bella abbottata e si va tutti a bere una bella birretta fresca a conclusione di una fantastica esperienza montana

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Ed ecco a voi gli autori di questo bellissimo report

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CALAVERNE D’AUTUNNO

Sembra  quasi impossibile dopo il caldo degli ultimi giorni, eppure a Novembre non è raro  che con l’arrivo di perturbazioni di aria fredda le vette del Pollino si vestono di bianco. In realtà parlando con anziani abitanti di questi posti si viene a conoscenza di nevicate ancora più importanti in cui la neve scendeva anche intorno ai 1000 m s.l.m e a volte superava anche i 50cm di altezza. Per loro era una cosa normale, era l’inverno che giungeva alle porte, avevano già preparato la legna, le provviste e tutto quanto era necessario per sopravvivere al lungo inverno, con ritmi lenti e con rassegnazione sapevano già a cosa andavano incontro. Per gli appassionati degli sport invernali in ogni sua disciplina le prime nevicate sono il segnale che prima o poi ognuno di noi potrà dare sfogo a mesi di inattività e potrà cimentarsi  nella disciplina desiderata. Per gli operatori del turismo invernale rappresenta invece una speranza affinché questa stagione invernale possa essere migliore di quella passata. Come ogni anno da quando all’età di 9 anni ho iniziato ad avere un rapporto con la neve anche per me la prima nevicata rappresenta qualcosa di magico, è come rivedere una cara  amica dopo 6 mesi, ti svegli la mattina guardi le montagne e vedi che qualcosa è cambiato, i bellissimi colori autunnali sono ricoperti da un unico colore, il bianco candido della neve. In realtà anche prima che nevichi nell’aria si sente il profumo della neve. Ogni anno accade la stessa cosa, viene voglia di toccarla , di camminarci , di ascoltare il rumore mentre ci cammini sopra, di sentire il freddo del vento sul viso e di passare qualche ora lontano dalla civiltà. Anche oggi intorno alle 11 di mattina decido di fare un salto sulla neve, ne approfitto per fare una seduta di allenamento in quota ma soprattutto per avere un contatto con la neve. Alle 12.00 in punto parcheggio la macchina in località lago Duglia, prendo i bastoncini da Nordic Walking , infilo il piumino nella tasca posteriore del giubbino e inizio a camminare. Dopo i primi km che servono per riscaldare i muscoli regolare il ritmo cardiaco e della respirazione il passo inizia ad essere più deciso, in alcuni tratti inizio a correre simulando la spinta dello sci, il fisico reagisce bene i muscoli rispondono  e respiro è abbastanza regolare. Dopo 1:15′ primi di salita avvolto dalla nebbia e dalle raffiche di vento sono sulla vetta di Serra di Crispo ( 2056m) , il tempo di fare un paio di foto e giù di corsa sulla strada del ritorno. Con questo tipo di allenamento ci prepariamo ad affrontare la stagione invernale iniziando a preparare il fisico e la mente all’inverno. In tanti appassionati di sci  sottovalutano la”presciistica”tornano sulle piste pensando di riprendere dove hanno lasciato la stagione passata, questo atteggiamento è molto pericoloso perché la mente ordina hai muscoli dei movimenti che non si fanno da mesi e quindi si è a rischio infortunio. La “presciistica”  può essere fatta anche in palestra, anche se il modo migliore è farlo all’aria aperta in modo da acclimatare il corpo anche alla temperatura, poi se correndo o camminando ti trovi al cospetto di un Pino Loricato avvolto da una calaverna tutto diventa più bello.

TansPollinoBike 4 giorni

 

TransPollinoBike ( soluzione 4 Giorni )
Programma :

1° giorno ROTONDA – TERRANOVA DI POLLINO
ore 9:00 si parte dal centro abitato di Rotonda , si prosegue lungo la strada asfaltata in salita verso la località ‘’Pedarreto’’ dove facciamo una breve pausa caffè al ‘’ Rifugio Fasanelli’’, bellissima struttura ricettiva con ambiente accogliente e personale gentile. Con le Mtb, si lascia la strada asfaltata per inoltrarsi in un bosco di faggio con una salita fino a Piano Ruggio.Siamo a quota 1600m nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, pedaliamo in un ambiente incontaminato e spettacolare in direzione del ‘’ Giardino degli Dei’’.
Si lascia la strada asfaltata in prossimità di ‘’Colle Impiso’ passando per i piani ‘’ Vaquarro’’ si sale ai ‘’ Piani di Toscano. Immensi prati a quota 2000m circondati dalle 5 vette più alte del massiccio del Pollino dal quale si possono ammirare i magnifici Pini Loricati bellissimi esemplari di pini Loricati si possono ammirare sulle vette di ‘’Serra delle Ciavole’’ e ‘’ Serra di Crispo.Dopo aver consumato la nostra colazione a sacco in questo ambiente spettacolare ci prepariamo per affrontare i 18km di discesa che ci porteranno al centro abitato di Terranova di Pollino, dopo esserci sistemati nelle Camere di B&B, Hotel o agriturismo convenzionati ( in Base alle Esigenze ) ci prepariamo per degustare una squisita cena.
Dati Tecnici :
-km percorsi 45
-dislivello 1600m – quota partenza 600m – quota max. 2000m .
-Tempo di percorrenza 7 ore

Secondo Giorno: TERRANOVA – CIVITA
0re 9:00 Si parte dal centro di Terranova in direzione delle Frazioni di ‘’ vena della Ricotta’’ e ‘’Destra delle Donne’’, dopo circa 10km di salita si lascia la regione Basilicata per passare in Calabria con vista spettacolare e molto panoramica.Dopo il passaggio sotto la vetta della Falconara meta di interesse da parte di alpinisti e climber, il percorso procede prevalentemente in discesa e fatta una pausa a Colle Marcione, si continua in discesa in direzione di Civita, passando per un punto panoramico sulle gole del Raganello dove è possibile avvistare bellissimi esemplari di grifoni. Arrivo intorno alle 15.00. Sistemazione in strutture e cena
Dati Tecnici:
-km percorsi 40
-dislivello 1400m – quota partenza 900m – quota di arrivo 350mquota max. 2000m .
-Tempo di percorrenza 7 ore

Terzo Giorno: CIVITA – MORANO CALABRO
Lasciamo Civita, la mattina del terzo giorno immersi nel profumo di oleandri e il rumore in sottofondo delle gole del Raganello. Seguendo la strada asfaltata ci dirigiamo in direzione di “Eianninna” frazione di Frascineto, famosa località di arrampicata nel Parco del Pollino, il paesaggio tipico di bassa collina continua, immerso in vigneti ed uliveti con lo sfondo prepotente delle pareti del massiccio del Pollino. Dopo aver percorso una distanza di circa 30 km arriviamo a Morano Calabro. La sua posizione strategica nell’alta valle del fiume Coscile (antico Sybaris di epoca magno-greca) alle pendici del massiccio del Pollino, ha contribuito al suo sviluppo in epoca antica ed al suo splendore nei periodi medievale e rinascimentale, in particolare sotto la signoria dei Sanseverino di Bisignano. Visita al centro storico e sistemazione nella struttura.
Dal 2003 fa parte del circuito dei I borghi più belli d’Italia, Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, il suo nome è stato inserito nella lista delle destinazioni europee del Progetto EDEN della
Dati Tecnici:
-km percorsi 30
-dislivello 400m – quota partenza 350m– quota di arrivo 600 mquota max. 600m -Tempo di percorrenza 3 ore

QUARTO Giorno: MORANO CALABRO- ROTONDA
Si riparte dall’abitato di Morano in direzione San Basile dove facciamo una breve pausa caffè nel centro de l paese. Anch’esso sorge alle falde del Monte Pollino, nel versante nord/est della catena costiera nel Parco nazionale del Pollino. È una comunità arbëreshë (minoranza etno-linguistica albanese) d’Italia, che mantiene la lingua, i costumi, il rito bizantino-greco, le tradizioni e la cultura propria.
Il percorso continua in salita per superare due passi a quasi 1200m dopo una lunga discesa rientriamo dopo 4 giorni immersi ne cuore del Pollino.

Dettagli costi e soluzioni di viaggio
– Soluzione per due persone 400.00 euro
– Soluzione per quattro persone 360 euro
– Soluzione per 7 persone 320 euro
– Soluzione per 10 persone 240 euro

Servizi inclusi nel prezzo:
– Servizio prenotazione strutture e trattamento mezza pensione
– Servizio guida e assistenza sui percorsi
– Trasporto bagagli
– Servizio fotografico
Tutti i servizi non elencati nel programma sono considerati extra.

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Il Parco nazionale del Pollino, condiviso dalle province di Potenza, Matera e Cosenza, con i suoi 192 565 ettari, di cui 88 650 nel versante della Basilicata e 103 915 in quello della Calabria, è il parco naturale più grande d’Italia. Prende il suo nome dal Massiccio del Pollino. Nel 2015 è divenuto patrimonio dell’UNESCO.Le sue vette, tra le più alte del sud d’Italia, sono coperte di neve per molti mesi dell’anno. Dalle cime, ad occhio nudo, si osservano, ad occidente, le coste tirreniche di Maratea, Praia a Mare, Belvedere Marittimo e, ad oriente, da Sibari a Metaponto, il litorale ionico.
LA TRANSPOLLINO BIKE, è un viaggio di due giorni nel cuore del massiccio del Pollino. Un itinerario adatto a chi non ha molto tempo disponibile e vuole approcciarsi all’idea del viaggio in bici. Il percorso e gli ambienti che si visitano lasciano nella mente l’idea di un viaggio ben più lungo.

Programma di Massima :
– Sabato 7 novembre :
Partenza ore 9:00 da Rotonda Parcheggio sede del Parco. ( per chi vuole evitare la salita asfaltata ore 11.00 al Rifugio Fasanelli ). Si prosegue in direzione Piano Ruggio e dopo una breve pausa si continua verso Colle Impiso per iniziare la salita sterrata che ci porta al Giardino Degli dei. Una volta in cima a quota 2000m verra scelto l’itinerario di discesa in base al livello del gruppo per raggiungere Terranova intorno alle 16.00
– sistemazione in struttura e cena
_ Domenica 8 Novembre :
Partenza da Terranova ore 9:00, si prosegue in direzione Falconara – Fagosa ( se in condizione ) Colle Marcione per Arrivare a Civita dopo circa 45 KM .
Arrivati a Civita dopo una breve visita alla cittadina rientro con navetta a Rotonda
Soluzioni e Prezzi
Fino a 8 Persone 100 euro
da 8 a 12 persone 90 euro
Il prezzo Comprende :
Guida- trasporto bagaglio -cena – pernotto- colazione -pranzo a sacco del secondo Giorno – rientro da Civita a Rotonda
IlPrezzo non Comprende : Extra struttura- Pik up al Seguito (50 euro) pranzo a sacco del Primo Giorno.
ABBIGLIAMENTO: invernale a strati
Kit Riparazione
Il programma potrebbe subire variazioni per esigenze organizzative e meteorologiche
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA ENTRO IL 5 NOVEMBRE
POSTI DISPONIBILI MAX 12
Info e Contatti 3497561374
Pasquale Larocca

REPORT:
Alla partenza la mattina del 7 Novembre siamo in 8 pronti ad affrontare le salite e i dislivelli di questa avventura. Ci aspettano 45 km, un dislivello di 1800m e un passo a 2000m. Si Parte il gruppo è subito affiatato lungo la dura salita in asfalto che porta al “RIFUGIO FASANELLI” dove facciamo una pausa caffe. La temperatura e mite, in una splendida giornata di sole lasciamo l’asfalto a tratti fino a “PIANO RUGGIO” e poi “COLLE IMPISO”. Da qui le ruote delle nostre Bike iniziano a solcare il fondo sterrato poco umido ma coperto di foglie. Si continua a salire fino a quota 2000m al cospetto dei fantastici “PINI LORICATI”. Qui ci meritiamo la pausa pranzo e iniziamo a pensare ai 1200 m di dislivello in discesa che ci separano dall’abitato di Terranova di Pollino .Ci copriamo per bene e giù a manetta per sentieri, dossi, salti. Giunti a Terranova di Pollino gli ospiti si sistemano nel “B&B DOLCEDORME” bellissima e accogliente struttura di Terranova. I partecipanti fremono per la cena e dopo una passeggiata per il centro del paese saliamo in 8 a bordo del PIK UP per raggiungere L'”Agriturismo ALAGIA”, dove lo chef Vincenzo ( per gli amici Zio Vincenzo) ci delizierà con le sue prelibatezze. Dopo la cena dimostratasi più impegnativa della pedalata per la quantità di bontà proposte ci ritiriamo per il Meritato riposo.

DAY 2
Ore nove di mattina, in piazza per la foto di rito, immersi nel vociferare della piazza di Terranova ripartiamo in direzione di CIVITA. Di nuovo in salita , verso la ” FALCONARA” ancora bel Tempo e armonia nel gruppo. Superato in Passo della Falconara la strada continua in discesa verso “COLLE MARCIONE” dove ci concediamo il meritato pranzo. Ormai e fatta ci rimane una lunga discesa asfaltata con sosta obbligatoria ad ammirare i ” GRIFONI” per poi raggiungere Civita dove grazie all’ospitalità di Rosanna e del sue B&B possiamo farci una doccia prima di salire sulle navette guidate da Rocco e Francesca( che ci ha deliziato con una torta) che ci porterà a Rotonda. 2 giorni, 90 km, 3000 m di dislivello, 8 amici legati dalla passione per la natura la bicicletta e lo stare in compagnia
Grazie a tutti e alla prossima avventura…..!!!
Galleria Fotografica : https://www.facebook.com/media/set/?set=a.914310535290249.1073741848.723332391054732&type=3