TransPollinoBike

Un viaggio esclusivo sui sentieri del Pollino, un’ immersione di natura e aria buona; pedalando in angoli e percorsi a molti sconosciuti, frutto di anni di sopralluoghi ed esperienza. La Guida di Mountain  Bike Pasquale Larocca, il Maestro di sci conosciuto per le gare estreme nelle terre selvagge dell’ Alaska e della Finlandia, sarà lieto di accompagnarvi in un’avventura nello splendido contesto del Parco Nazionale del Pollino.


La prima TransPollino nasce e viene realizzata nel Novembre del 2015. Insieme ad un gruppo molto agguerrito e motivato, venne completato il percorso da Rotonda a Civita passando dal ” Giardino degli dei ” con tappa a Terranova di Pollino. Tra freddo, dislivello e buona cucina passammo due giorni immersi nella Natura.

Negli anni successivi il percorso è  stato rivisitato , arricchito di contenuti ( #trials #singletrak ) e luoghi di interesse. La partenza e l’ arrivo sono state poi spostate a  Terranova di Pollino ed il percorso è ad anello. Inoltre   è  stata divisa in diverse soluzioni :


TransPollino Endurance:

Da un minimo di 12 ore ad un massimo di 24,  percorrendo percorsi sconosciuti con o senza assistenza al seguito ( trasporto, ricambio – cibo ). Il percorso sarà dettato non dai km che si riesce a percorrere ma dalle ore che si riesce a pedalare in Mtb, resistendo al buio ed al sonno. Non si tratta di una gara ma di un modo per conoscere e capire i limiti del nostro corpo. In caso di più persone, il tutto verrà adattato ai tempi e ai ritmi del più lento.


TransPollino 2 Day:

POLLINO ORIENTALE TRA CALABRIA E BASILICATA

Itinerario molto bello nel cuore del Pollino Orientale, caratterizzato da scenari e ambienti sempre diversi che, in alcuni tratti, ripercorre la ” Via dei Briganti ” che permette di scoprire paesi e culture differenti.

Da Terranova, attraverso varie soluzioni di itinerario, si passa per Civita ( bellissimo borgo di cultura Arbëreshe ) contornato dallo stupendo paesaggio delle Gole del Raganello .Si prosegue poi in direzione Cerchiara di Calabria facendo tappa a San Lorenzo Bellizzi oppure al Santuario di Madonna delle Armi. Il secondo Giorno si riparte verso il piccolo centro abitato di Alessandria del Carretto, per poi ritornare di nuovo in Basilicata passando nei comuni di : San Paolo Albanese , Cersosimo Noepoli , San Costantino Albanese .


TransPollino 3/ 4 Day

POLLINO ORIENTALE E CENTRALE

Si tratta della continuazione del Pollino Orientale. Aggiungendo 1/ 2 giorni, ci addentriamo nel cuore del Pollino sempre su itinerari sconosciuti e sentieri poco battuti. Si attraversano i comuni di San Severino Lucano , Viggianello e Rotonda , per poi puntare alla scalata finale del Pollino attraversando in Mtb il Giardino degli Dei

SOLUZIONI :

  1. Senza alcuna assistenza
  2. Con trasporto bagagli e notti in tenda
  3. Pernotto in strutture ricettive
  4. Con bici propria o a noleggio
  5. Con pedalata muscolare o assistita
  6. Con noleggio tenda, sacco a pelo e fornellino a gas .

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Pasquale Larocca, via Castelfidardo 10/A 85030 Terranova di Pollino (Pz)

P.I. 01486190760 📩info@pollinoadventure.com ☎️ 349/7561374

FOTO GALLERY 2015

Mountain Bike nel Parco Nazionale del Pollino

ITINERARIO: Tour delle Timpe ( Falconara- San Lorenzo-Murge) TIPOLOGIA :All Mountain

Dati Tecnici

DIFFICOLTÀ: Medio KM: 40 DISLIVELLO:1400m PARTENZA:926m PUNTO PIÙ ALTO: 1656m PUNTO PIÙ BASSO: 780m ASFALTO: 42% STERRATO: 55% SINGLESTRAK: 3% PERIODO: Aprile- Novembre

DESCRIZIONE: Si parte dal Centro abitato di Terranova di Pollino in direzione della Frazione di “ Destra delle Donne”. Dopo un primo tratto su in discesa su strada asfaltata, si inizia a salire con pendenze abbastanza sostenute. Dopo circa 4 km , superata una fontana sulla sinistra , si trova un incrocio. Se si continua verso destra la strada continua con asfalto , mentre a sinistra, superata la vecchia scuola della Frazione, si prosegue in salita su strada sterrata con pendenza abbastanza sostenuta. L’ itinerario ritorna poi su asfalto in direzione di ” Serra Scorsillo” linea di confine tra Basilicata e Calabria.

In questo punto si gode di una visuale meravigliosa : un angolo di Calabria! Dalla Timpa di San Lorenzo, al Monte Sellaro fino al Golfo di Sibari. Si continua a salire su strada sterrata fino a trovarsi difronte alla Falconara. Si svolta decisamente a sinistra e si continua in direzione del Santuario di Sant’ Anna. Alla fine della prima discesa sulla sinistra inizia il sentiero quasi tutto pedalabile che porta alla vetta di Timpa San Lorenzo. ( consigliati a piedi e con scarpe non da ciclismo gli ultimi 800m di sentiero) . Si ritorna poi sullo stesso sentiero molto bello in discesa valutando poi anche una visita alla chiesetta poco più in basso.

L’ itinerario prosegue poi in direzione della Falconara passando sotto l’ impressionante parete sud. Superate le pareti si risale la strada sterrata che porta sotto Tuppo Vuturo e si prosegue su asfalto in direzione di Lago Duglia. Dopo circa 500m si svolta a sinistra su itinerario sterrato di Cugno Dell’ Acero (https://pollinoadventure.blog/2020/05/05/mountain-bike-nel-parco-del-pollino/ ) fino ad Acqua Tremola. Lasciando la strada asfaltata si prosegue sulla pista sterrata in direzione dei ” Tre Confini” e dopo circa 300m si svolta a destra seguendo la pista dell’ acquedotto. Ci troviamo sul sentiero che porta a Timpa delle Murge (https://pollinoadventure.blog/2017/05/25/trekking-delle-murge/) . Si prosegue sempre lungo il sentiero passando per la sorgente Catusa per poi continuare percorrendo un piccolo Singletrak oppure la strada sterrata in direzione di Casa del Conte dove si può optare per un pranzo o degustazione in Agriturismo, o ancora si può scegliere di rientra in paese per il pranzo in uno dei tanti ristoranti .

Per altre info: Traccia, Guide, Noleggio, Assistenza e Soccorso ☎️ 349/ 7561374 📩 info@pollinoadventure.com

DOVE DORMIRE :

APPARTAMENTI: Di Taranto Silvia ☎️340/7199850

BED AND BREAKFAST: L&B ☎️3315056720 ☎️3294173498

AGRITURISMI:

Bio Agriturismo la Garavina ☎️338/4719436www.lagaravina.it

Agriturismo Masseria Cantore ☎️+393475169818 www.masseriacantore.it

Agriturismo Alagia ☎️348/8120013

Hotel Picchio Nero ☎️097393170 www.hotelpicchionero.com

DOVE MANGIARE :

Ristorante Tipico Luna Rossa ☎️ 347/8567385www.federicovalicenti.it

Ristorante Bistro’ ☎️380/ 5266415www.bistropollino.webnode.it

Ristorante Pizzeria la Grotta ☎️340/3686252

Negozi Sportivi: L&B Sport ☎️3315056720 ☎️ 3294173498 www.lbsport86.it

Mountain Bike nel Parco Nazionale Del Pollino

ITINERARIO: Cugno Dell’Acero TIPOLOGIA : Turistico

Dati Tecnici : DIFFICOLTA: Facile KM: 22 DISLIVELLO: 581m PARTENZA: 910m PUNTO PIÙ ALTO: 1433m ASFALTO:19Km STERRATO: 3Km SINGLETRAK: 0 Km PERIODO : Aprile- Novembre

DESCRIZIONE: Si parte dal Centro abitato di Terranova di Pollino, su strada asfaltata in direzione della frazione di Casa del Conte ( famosa per i suoi tanti Agriturismi ) distante 5 km. Dopo circa 3km é possibile sostare in un punto panoramico dove è possibile ammirare le Gole della Garavina e due delle cinque vette più alte del Pollino: Serra di Crispo( 2056m) e Serra delle Ciavole (2130m)

Seguire poi le indicazioni per Lago Duglia fino al km 10. Svoltare a destra su strada sterrata in località Cugno Dell’ Acero. Da qui per circa 3km si prosegue su strada sterrata immersi in un bosco di faggio e abete Bianco. Raggiunta la località di Acqua Tremola, con la sua caratteristica fontana di legno, si rientra tornando indietro per 200m e si segue la strada asfaltata fino a Terranova 10km.

Per altre info:Guide, Noleggio, Soccorso e Assistenza ☎️349/7561374 📩info@pollinoadventure.com

Dove Dormire:

APPARTAMENTI:Di Taranto Silvia ☎️ 340/7199850

BED AND BREAKFAST L&B ☎️ 320/0332911


AGRITURISMO:
Bio Agriturismo la Garavina  ☎️ 388/4719436
http://www.lagaravina.it

Agriturismo Alagia ☎️ 348/8120013

Agriturismo Masseria Cantore ☎️ 3475169818 www.masseriacantore.it

Hotel Picchio Nero 0973/93170 www.hotelpicchionero.com

DOVE MANGIARE :

Ristorante Tipico Luna Rossa ☎️ 347/ 8567385 www.federicovalicenti.it

Ristorante Bistro’ ☎️380/5266415 www.bistropollino.webnode.it

Ristorante Pizzeria la Grotta ☎️ 340/3686252

Negozi Sportivi: L&B SPORT ☎️ +393200332911http://www.lbsport86.it

Traccia klm

Traccia Gpx

Rovaniemi 300


Sembrava una barzelletta quando ho visto l’ elenco dei partenti con gli sci: uno svedese, due finlandesi, un austriaco, un inglese e poi io : l’ italiano partito dal Sud Italia dal meraviglioso Parco del Pollino. Da circa tre anni mi sono appassionato a queste competizioni ” estreme” , che un Po rispecchiano anche il mio carattere avventuriero. Dopo la Sila3Vette in diverse edizioni, la Rovaniemi150 nel 2017, la Iditasportrace in Alaska 2019, quest’ anno il mio obbiettivo era la Rovaniemi300. Una gara di 300 km in autosufficienza in cui negli ultimi 150km non è garantita neanche la traccia. Sono partito da casa il 12 febbraio alle 2:00 di notte per raggiungere l’ aeroporto di Fiumicino. Un viaggio tranquillo con scalo ad Helsinki per arrivare alle 21:00 a Rovaniemi. Bellissima città turistica, capoluogo della regione Lapponia dove in inverno si respira perennemente un’ atmosfera natalizia. A pochi chilometri si trova il villaggio di Babbo Natale, posto magico per adulti e bambini. La giornata del 13 passa in completo relax, guardo le previsioni meteo , esco a passeggiare e a fare la spesa. Cerco di nutrirmi nel migliore dei modi cucinando all’ italiana nella cucina dell’ ostello in cui soggiorno. Controllo più volte il materiale, sono indeciso su un assetto più leggero lasciando alcune cose doppie oppure, avere più peso ma la sicurezza di avere tutto in caso di bisogno.


14 Febbraio: Giornata dedicata al briefing e al controllo materiali. L’organizzazione ha scaglionato le tre discipline in orari diversi. La 300km alle 15:00 Del pomeriggio. Naturalmente la lingua usata é l’inglese che riesco sicuramente a capire meglio del 2017. Ci sono comunque alcuni concetti che non riesco a comprendere, che mi vengono spiegati da una coppia di italiani. Dall’ Italia siamo presenti nelle varie discipline: a piedi , in bici ed io l’ unico con gli sci. Alla fine della riunione porto i saluti della Sila3vette ad Alex con foto di rito.


15 Febbraio :Sveglia alle 6:00 da direttive del mio nutrizionista Tommaso Ciccimarra per un’ abbondante colazione almeno tre ore prima della partenza. Ultimo controllo ai materiali e via verso la partenza! Ore nove si parte, le fat bike va a razzo (il fondo lo permette) e subito lo svedese con gli sci mi è avanti. Avevo deciso di partire calmo ma provo a tenerlo a vista per qualche km. Dopo un po’ decido che per me sarebbe un ritmo troppo elevato per resistere in tutti i 300km. Credo che la gestione del corpo in queste gare così lunghe sia fondamentale. Il primo tratto di gara è lo stesso della 150 km percorsa nel 2017, in cui ricordo alcuni tratti e riferimenti sui tempi del percorso. Nei vari checkpoint che incontro mi fermo solo per riempire acqua calda e mangiare qualcosa ( Frutta secca, nocciole e fichi secchi ) e durante il movimento qualche gel energetico. La mattinata scorre veloce, mi alterno nei vari tratti cambiando gli sci e la tecnica di sciata. La tecnica libera per capire il pattinaggio è piu veloce ma è anche più dispendiosa. La tecnica classica più simile ad una camminata è ideale nei tratti stretti ed è più economica di energie e lavoro muscolare. Nel pomeriggio accendo il telefono per avere qualche indicazione sugli altri e sia Silvia che Tommaso mi comunicano che lo svedese sta andando fortissimo. Rispondo loro che la gara è lunga e che non sono preoccupato. Quello che mi preoccupa di più è la nevicata in corso e il fatto che nella seconda parte potrei non trovare tracce. Alle ore 22 dopo circa 80 km arrivo ad un checkpoint al chiuso, ho due ore di ritardo rispetto hai tempi del 2017. Mangio e decido di riposare qualche ora nella legnaia di fianco. Al centro è acceso un fuoco, c’è una sola persona che riposa e tanto fumo. Apro il sacco a pelo e mi infilo dentro. Da programma mi ero imposto 4 ore di sonno ma a causa del fumo decido di uscire prima. Nel frattempo arrivano anche gli altri sia a piedi che con gli sci, mentre le fat bike e lo svedese sono avanti.

16 Febbraio:Sono le due di notte quando lascio il posto sicuro al chiuso e nella mente mi scorrono le immagini del 2017. Era molto più freddo quella notte ed io sicuramente meno esperto e con qualche paura in più. Spesso mi chiedono se di notte ho paura, da solo in mezzo alla natura selvaggia e a volte ostile. Per me di notte essere sul Pollino o essere in Lapponia non fa differenza almeno a livello psicologico, poi le condizioni possono essere differenti. La mattinata scorre tra paesaggi da favola e piccoli villaggi di case dove sembra regnare una pace e una tranquillità assoluta. Fisicamente sto bene e sto gestendo al meglio il tutto. In uno dei checkpoint scambio qualche parola e qualche fico secco con un atleta greco che apprezza moltissimo.


Quasi subito riparto con l’ intento di fermarmi all’ ultimo checkpoint dove posso trovare acqua calda, oltre a quella dovrò sciogliere la neve con il fornelletto a combustibile. Ci arrivo intorno alle 14:00 ( km145) sotto una fitta nevicata. Mi fermo mangio e sono preoccupato perché negli ultimi km ho male alla caviglia. Diverse volte in quella pausa di un’ ora ho pensato alla possibilità di potermi fermare. Poi pensando al percorso che mi ha portato fino a qui, decido di ripartire dopo aver preso un antidolorifico e facendo però la prima cazzata: ho sempre detto che in queste gare la cosa fondamentale è  fare meno errori possibili e avere una strategia efficace ma anche diversi “piani B”. Non immaginavo che quella bella nevicata a fiocchi si sarebbe trasformata prima in tormenta di neve e in un secondo momento in  pioggia e vento. Cosi dopo diverse ore , intorno alle  22 sono completamente bagnato e in ipotermia. Devo assolutamente fare qualcosa! Qui mi è scattato l’ istinto di sopravvivenza. Mi sono trovato a sciare su un fiume che inzuppandosi di acqua aveva incominciato ad allagare, e nel buio ho deciso di abbandonare la traccia per cercarmi un riparo. Nel frattempo arriva la notizia che lo svedese si è ritirato, probabilmente ha subito anche lui le condizioni  meteo. Mi dirà poi l’ organizzatore che la tormenta ha fatto ritirare la maggior parte dei concorrenti a piedi e con gli sci. Arrivo ad un gruppo di case e vedo una veranda vicino alla legnaia. Decido di cambiarmi lì e devo farlo in fretta. Mi spoglio e mi infilo nel sacco a pelo. Intanto i proprietari vedendo la luce, mi invitano ad entrare in casa. Io ringrazio ma gli dico che non posso ricevere assistenza .
Dopo circa 2 ore che batto i denti nel sacco a pelo, inizio a vomitare… non sto per niente bene e il freddo preso mi ha debilitato. Anche una  forte tosse mi preoccupa tanto. Continua a piovere e penso alle condizioni del fiume che dovrò ancora risalire bel un bel pezzo.


17 Febbraio : Alle 5 di mattina dopo che finalmente avevo trovato un po’ di tepore, è ora di ripartire. Sono nel sacco a pelo nudo e ho la roba asciutta nella slitta a 20m di distanza. Mi faccio coraggio, mi metto una giacca bagnata intorno alla vita e  recupero gli indumenti  asciutti sulla pulka. Metto tutto il bagnato in un sacchetto e per fortuna, avevo tutto il ricambio al seguito….anche le scarpe! È vero che portavo del peso in più , però in 4/5 giorni può succedere di tutto. La pioggia della notte ha inzuppato i dieci cm di neve e riesco ad essere tranquillo solo quando esco dal fiume. Per fortuna ne esco asciutto e inizio a risalire un sentiero in cui non esiste piu traccia e devo orientarmi con il gps, questo mi costringe a fermarmi ad ogni incrocio per capire la direzione. La traccia gpx  è  stata fatta sicuramente con la motoslitta e quindi i punti sono sfalsati. Insieme al fatto che devo battere la traccia, mi fa perdere un sacco di tempo e di energia, a favore del ragazzo inglese che inizia il recupero . L’ idea è quella di arrivare al km 200 dove c’è una baita per poter dormire. Faccio veramente tanta fatica e sono molto lento a causa delle condizioni del percorso. Arrivo intorno alle 19  in questa baita super attrezzata , abbastanza stanco e dopo aver acceso la stufa, mi infilo nel sacco a pelo.  Avrei dovuto prima cucinami qualcosa di caldo ma il bisogno di riposo é  stato più forte. Intorno alle 23 arriva il ragazzo inglese.


18 Febbraio: sono indeciso se far partire prima il ragazzo e mandarlo a battere la traccia avanti. Ma alle 1:00 decido di partire. Preparo la colazione e una buona scorta di acqua sciogliendo la neve. Scoprirò poi di aver chiuso male il contenitore della benzina e non avrò più carburante per prepararmi l’ acqua. Procedo su un percorso senza traccia per tutto il giorno e il ragazzo inglese incollato 10km dopo di me che non molla. Si continua a salire su colline che poi spianano, non avrei mai immaginato di trovare tante salite sulla seconda parte. Dopo tante ore a battere traccia sento il rumore di un mezzo che arriva alle spalle, mi fermo per farlo passare e mi vedo un battipista ” gatto delle nevi” che mi batte il percorso. Sono indeciso se cambiare sci, ma opto ancora per la tecnica classica. Arrivo all’ uscita di un lago, un piccolo villaggio di case in cui devo fermarmi per comunicare la posizione sul dispositivo satellitare. La traccia é spostata di 200m dalla mia posizione e non riesco a capire il sentiero giusto, perdo la traccia, inizio a vagare almeno un’ ora a favore del ragazzo che si porta ora a 6km. Sono preoccupato, le condizioni del percorso non sono adatte alle mie attrezzature, non devo però mostrare segni di cedimento. Il fattore psicologico è fondamentale. A questo punto la mia strategia deve cambiare e sicuramente dovrò saltare il checkpoint previsto per il riposo. Ormai è buio e comincia a nevicare di nuovo, sono stanco, ho male ad entrambe le caviglie, una in particolare è molto gonfia e mi preoccupa. Non devo assolutamente arrivare ad uno sprint finale perché potrei non vincerlo. Chiedo a Silvia e Tommaso di avvisarmi quando il ragazzo si ferma a riposare, intanto io vado avanti ad oltranza. Sono 20 ore di fila che scio, ancora ho dei liquidi e barrette ma dovrò fermarmi a sciogliere neve. Intorno alle 24 mi avvisano che è fermo, tiro un sospiro di sollievo. Almeno non ho la pressione psicologica addosso! È notte fonda nevica e fa freddo, ho bisogno urgente di andare in bagno. In questi casi bisogna cercare di non prendere molto freddo ed essere rapido. Sono stanco e dolorante ma devo approfittare del suo riposo per prendere ulteriore vantaggio. Davanti, sulla neve fresca faccio più fatica di lui e poi devo continuamente guardare la traccia sul gps sbagliando più volte sentiero. Vado avanti in una sorta di stato confusionale, dovuto alla stanchezza. In tanti posti mi sembra di esserci già stato e certe scene già vissute. Mi era capitato anche in Alaska. È qualcosa che non mi riesco a spiegare, a volte mi sembra di vedermi dall’ esterno.


19 Febbraio: Sono le 5 di mattina, sto sciando da 27 ore e sono sfinito, ho fame e sonno, mi accascio qualche momento per riposare e mi viene sonno. Mi sveglio dopo 10 minuti credo in ipotermia, continuo a tremare e non riesco a calmarmi. Ho bisogno di scaldarmi e riposare qualche ora. In un attimo apro il sacco a pelo e mi butto dentro in mezzo alla neve, tolgo le scarpe e imposto la sveglia dopo due ore. Poco prima delle 7:00 mi sveglio e devo mettermi in moto al piu presto. Mi alzo e faccio fatica a stare in piedi, ho male alle caviglie ma devo stringere i denti. Riparto, non ho più acqua e non posso cucinarmi niente perché non ho più carburante, non mangio da 24 ore. Ho sgranocchiato frutta secca e qualche gel. Mi restano da fare 30 km, inizio a rovistare nella pulka e trovo una confezione di fichi secchi. Inizio a mangiarli e mi rendo conto che sono impregnati di benzina . Devo gestire il vantaggio accumulato nella notte ma sono proprio allo stremo,disidratato e affamato. In più ho le articolazioni e i muscoli doloranti e una caviglia in particolare che mi fa urlare dal dolore ogni volta che lo sci va di spigolo. Passa Alex con la motoslitta, mi scatta una foto e mi incita, ho voglia di pasta ma sopratutto ho sete, immagino una bella coca cola per dissetarmi. Ormai certo della vittoria telefono mio padre in Italia per chiedergli come stanno lui e mamma, poi chiamo Silvia. Gli dico un sacco di cose che mi sono venute in mente che deve fare per me. Gli dico anche che sarebbe stata l’ ultima gara ma mi correggo dopo qualche secondo. Arrivo al traguardo e continuo dritto invece di andare a casa di Alex, che prontamente mi recupera dopo poco. Concludo la Rovaniemi 300 in 4 giorni 5 ore e 48m stabilendo anche il primato che apparteneva ad un italiano fatto nel 2017. Attualmente siamo in 3 sciatori ad aver concluso questa gara che si snoda su itinerari fantastici ma tecnicamente molto impegnativa, con tante salite e dislivello e con le condizioni meteo che variano nei giorni, non devi lasciare niente al caso. Mi rendo conto ancora una volta che in queste gare oltre ad un’ adeguata preparazione fisica , devi avere buone doti strategiche e di gestione delle energie e la testa dura che non molli mai. Non so come è stato il ragazzo inglese, però vedevo che riposava molte ore in più di me e poi recuperava durante il giorno. Se fossimo arrivati insieme sul finale con i dolori che avevo probabilmente non avrei vinto. Proprio per questo, ho cercato di sfinirlo sulla durata arrivando anche io al mio limite. Faccio i complimenti a questo ragazzo così giovane e tenace, è stato un grande avversario e duro da battere.


Ringrazio l’ organizzatore della rovaniemi Alex, persona speciale e di grande personalità, la Sila3vette che mi ha iscritto, i miei sponsor economici #alidaunia #zero5 #bioagriturismolagaravina partner #lbsport #vertiginisport #ivytour #nordicskitrab #ciccimarranutrizione #pasticcerianapoletanaferrero #vicecontesrl #falconecaffe #paravideo, #fabiobanfi per avermi prestato la #pulka. Ringrazio la mia famiglia che sempre mi sostiene, la mia compagna Silvia, gli amici reali e virtuali che con i loro messaggi mi stanno facendo emozionare. Dedico questa Vittoria anche all’ amico scomparso #AntonioDerasis, non avendo mantenuto l’ impegno di dedicargli la Sila Tre Vette. E infine la dedico a me, per la testa dura che mi ritrovo e per non aver mai mollato. Grazie a tutti♥️

Winter Training Camps

Scoprire l’ inverno con tutto il suo fascino, avvicinarsi al mondo dell’outdoor invernale, spingere i propri limiti un passo più avanti. Conoscere  le malizie e i trucchi per evitare gli errori più frequenti. Muoversi in sicurezza su terreni innevati e condizioni meteo impegnative. Allestire un bivacco,un campo invernale o semplicemente prepararsi un pasto caldo. Sono solo alcuni esempi di cose che puoi apprendere in uno o più giorni partecipando ad un winter training camps.
Con Chi?
Pasquale Larocca:Maestro di sci, Soccorritore, esperto di montagna e di ultra trial Invernali.
Dove: Sui monti della Basilicata, Calabria e Campania
Quando: Tutto l’ inverno  su prenotazione.
                                             Soluzioni

  • Giornata intera su percorso calibrato sulle capacità a piedi,in bici con ciaspole o sci.
  • Partenza pomeridiana per bivacco notturno osservando Tramonto e Alba da una cima
  • Tour di due o più  giorni con assistenza o in autosufficienza
  • Possibilità di noleggio attrezzatura
  • Consulenza tecnica e lista materiale
  • Servizio foto e video dell’esperienza.
Vivi un’esperienza unica da solo o in compagnia, regala un sogno ad un amico o parente.
Contattami per maggiori informazioni al numero ☎️ 349/7561374 oppure scrivi 📧 info@pollinoadventure.com

INVERNO Nel Parco Nazionale del Pollino

La tua esperienza sulla neve con il Maestro Pasquale

Siete persone dinamiche che vogliono approcciarsi alla montagna in inverno? Siete principianti alle prime esperienze?

Siete esperti che vogliono migliorare il proprio livello?

Nessun problema siete in Buone Mani!

IL PARCO Nazionale del Pollino, con le sue montagne che superano i 2000 m, i suoi altipiani innevati per tutto l’inverno offrono agli appassionati la possibilità di cimentarsi in numerose attività. Lo SCI di FONDO, lo SCI ALPINISMO, L’ ESCURSIONISMO e le CIASPOLATE sono le attività principali che puoi praticare con il Maestro Pasquale.

Con gli sci verso il Giardino degli Dei

Per i più esigenti e anche più esperti, c’è la possibilità di organizzare uscite specifiche con obbiettivi prefissati. Vi siete mai chiesti come ci si prepara per affrontare un bivacco in inverno a 2000m o come si organizza un’ uscita aspettando il tramonto o l’ Alba in montagna in pieno inverno? Non è facile improvvisare, si è soli e la montagna può diventare pericolosa. Non serve solo preparazione fisica e una buona attrezzatura, ma serve anche una buona capacità psicologica di reazione alle problematiche che possono sopraggiungere in quegli ambienti. Il corpo uman, e soprattutto il cervello, può reagire in maniera anomala in determinate situazioni di stress psicologico. Il panico che sopraggiunge insieme alle condizioni ambientali ci portano a commettere errori che in quegli ambienti possono diventare pericolosi.

Prime luci dell’alba a 2000m
Bivacco invernale a 2000m

CIASPOLATE: Immaginate di percorrere sentieri innevati, con alberi coperti di neve in posti poco frequentati dove si ha la sensazione di far parte della natura… per scelta non amiamo i posti molto frequentati e le nostre CIASPOLATE sono uniche anche per questo …

Ciaspolata nel bosco innevato

SCI DI FONDO : Il fascino di provare lo scivolamento sulla neve, di sentire Il vento in faccia, di provare la sensazione piacevole dei muscoli che lavorano…immersi in paesaggi da favola di neve fresca o su piste battute .

Fondo Escursionismo

SCI ALPINISMO: I migliori itinerari per gli esperti e i corsi di avviamento per principianti immersi in scenari da favola. Lo sci Alplinismo è la nuova frontiera per vivere a pieno la montagna in inverno!

Sci Alpinismo

SNOWBIKE: In determinate situazioni di innevamento e percorsi battuti è possibile percorrere sentieri anche in Mtb…. il divertimento e qualche caduta sono assicurati!

PRENOTE LA VOSTRA ESPERIENZA SULLA NEVE OPPURE CONTATTATEMI PER PROGRAMMARE LE VOSTRE AVVENTURE ❄

SERVIZI TURISTICI E SPORTIVI:

-Maestro – Guida- Motivatore – Noleggio attrezzature sportive – Servizio Prenotazione -Servizio Navetta – Organizzazione eventi e manifestazioni sportive

☎️ 3497561374 info@pollinoadventure.com

FOTO:

Sila 3 Vette 2019 ritorno alla vittoria!

1-2-3 Febbraio 2019

Cosa mi piace di queste GARE? Il senso dell’avventura sicuramente, gli imprevisti ad ogni km, il confronto con persone atleticamente molto forti. Anche quest’ anno tre discipline: a piedi, fatbike e sci. Ci eravamo lasciati lo scorso anno con un percorso poco adatto allo sci…80km di cui solo 20 sciabili. Nonostante tutto io e Giovanni Bonazzi siamo rimasti fedeli alla disciplina scelta all’ inizio e così, siamo stati finischer sulla 80, lui primo ed io  secondo.

La sila3vette ha il suo fascino imprevedibile, non è mai stata uguale e mai lo sarà negli anni avvenire. Le condizioni atmosferiche, il tipo di innevamento ci sapranno dire più o meno in anticipo le discipline più favorite.

L’edizione 2019 si presenta favorevole allo sci, come il primo anno, ma come sempre tutta un’ altra storia.

Tanti concorrenti anche quest’ anno, qualcuno in più con gli sci, qualcuno in meno in fatbike e qualcuno che ha cambiato all’ ultimo momento la disciplina.

Sinceramente non condivido il cambio di disciplina all’ ultimo momento, per un mio modo di pensare, ma l’ organizzazione lo permetteva e qualcuno ha scelto la disciplina più adatta alle condizioni.

Arrivo a Camigliatello prima di pranzo di venerdì 1 febbraio, insieme alla mia compagna Silvia che anche quest’ anno ha deciso di seguirmi e di supportarmi. Do uno sguardo alla condizione della neve e capisco che la gara sembra essere favorevole al mio assetto. La mia premessa era stata quella di gareggiare ma di non strafare, perché la mia vera gara parte il 18 Febbraio in Alaska, iditasport original http://www.iditasport.com .Dopo l’ iscrizione, un ottimo pranzo e riunione pre gara, qualche ora in albergo per preparare lo zaino e un eventuale riposo, cosa che come ogni volta mi riesce poco! La voglia di partire è troppa. Rito ufficiale prima della partenza con i politici e alle 19:15 partenza. Due km di asfalto con sci in spalle, bikers e corridori partono forti. La gara è lunga, sono sereno e parto deciso a passo veloce senza correre. Inizia la neve e si parte con gli sci,la pista è battuta e salgono tutti abbastanza spediti, le bici rallentano e gli sci Alpinisti dettano il passo,arranco con una tenuta che non è ottimale e penso che sarei dovuto partire con le pelli. Generalmente i primi km soffro sempre,il mio motore è un vecchio diesel di quelli aspirati che solo una volta caldo inizia a macinare km. Nonostante le difficoltà di tenuta non riesco a mantenere la promessa di andare piano, inizio un crescendo di ritmo che mi porta a superare tanti concorrenti. Capisco dalle tracce dopo circa un’ora di salita di avere davanti uno sciatore e due che corrono a piedi, ma vanno proprio forte penso!!!

Nei pressi di Monte Curcio, il primo checkpoint, davanti a me lo sci Alpinista bello in forma e che porta un buon ritmo, firmo prendo un thè e riparto… ci sono “lepri” davanti che mi fanno stare in guardia .

Inizia la strada delle vette e capisco che quello che avevo immaginato di fare non sarà possibile. L’ ultima nevicata di due giorni prima ha completamente coperto la traccia battuta e di scivolare proprio non se ne parla… naturalmente riesco con fatica ad essere più veloce dello sci alpinismo e di quelli a piedi… li intravedo prima del secondo checkpoint Monte Scuro. Firma e coca cola. Ormai li vedo e non perdo tempo… qualche km e sto davanti. Sento la responsabilità di tracciare il percorso per gli altri e soprattutto consulto spesso la traccia per non sbagliare. I due corridori ormai con le ciaspole sono Giuseppe D’Amico ( vincitore poi nella 40) e Daniele Nava ( che continuerà a darmi filo da torcere fino alla fine). La Strada delle vette si presenta infinita, sprofondo e scivolo indietro con gli sci faticando a tenere il ritmo di Daniele che con le ciaspole mantiene un ritmo incredibile. Perdo il contatto ma non mollo, non siamo ancora a metà gara, seguo le tracce di Daniele che a sua volta, ha seguito i cartelli che vanno nella direzione sbagliata (qualche persona molto intelligente che si è divertita a cambiare i cartelli). Per fortuna me ne accorgo, provo a chiamare Daniele e rientro sul tracciato di nuovo in testa.

Al checkpoint di botte Donato facciamo il pieno di prelibatezze, fuochi d’ artificio all’ arrivo e foto con Lo staff. Si riparte in discesa, arranco con degli sci ingestibili su una neve pessima, Daniele perde più volte roba dallo zaino ( mi deve qualche birra!!! ). Finito il dramma della discesa si torna a salire su NEVE fresca di nuovo favorevole alle ciaspole, intanto troviamo tracce di sci davanti a noi segno che qualcun’altro è avanti, tratto in discesa fra alberi stretti che decido di fare a piedi e poi lunga discesa con qualche strappo in salita fino a Lorica al 4° checkpoint dove arrivo con cinque minuti su Daniele. Esce insieme a me per darmi filo da torcere sulla lunga salita che ci aspetta. Cerco di limitare i danni sapendo di avere poi un tratto a me favorevole, nonostante tutto quando sento i fuochi per Daniele che arriva, mi mancano ancora 5 minuti per campo Carlo Magno 5° checkpoint. Daniele esce veloce, io mi intrattengo qualche minuto con i gestori e gli amici del Soccorso Alpino, sto bene e mi aspetta il famoso tratto a me favorevole dove supero e stacco Daniele fino al 6° checkpoint: il treno.

Firma e ristoro, chiedo a Maurizio Angella di controllare la posizione del secondo e mi dice che sta arrivando. Daniele deve aver corso tantissimo e forte per tenere il ritmo di uno sciatore. Ci rincontriamo, gli dico : ” ci vediamo più avanti ” e mi risponde : “credo proprio all’arrivo” . 3 km di ferrovia, (non come l’ anno scorso che ne ho fatti sei saltando l’ incrocio) , vado come un treno, sui binari ricoperti di neve ghiacciata riesco a spingere e finalmente a sciare, becco l’incrocio e sorpresa: 3k di camminata nel fango! Alla fine rimetto gli sci e mi impongo un ritmo abbastanza elevato complice anche una vecchia traccia di motoslitta che mi permette di sciare. Arrivo all’ ultimo checkpoint intorno alle 8 di mattina, velocissimo saluto Giuseppe e riparto per gli ultimi interminabili 9km ma con la consapevolezza di avere la vittoria a portata di mano. Gli ultimi km sono una danza, neve fantastica mi permette di sciare con un gesto da fondista esperto. Discese, curve e qualche caduta mi riportano nel tratto finale…sento le voci, alzo le braccia al cielo e la terza edizione della sila3vette ritorna nelle mie mani. All’ arrivo Silvia, che mi ha seguito e aspettato tutta la notte e gli amici a complimentarsi con me. Daniele arriverà circa mezz’ora dopo. Non ci siamo più visti, avrei voluto fargli i complimenti per la determinazione e la tenacia che ha dimostrato.

Cosa ti lascia addosso questa manifestazione ? Come ogni anno un arricchimento sportivo ma soprattutto umano. Mi sono confrontato e ho conosciuto persone immense, nello sport ma soprattutto nell’ anima , Da Pippo e Mara e il loro bellissimo staff

, fatto di famiglia e amicizia. Luca Bettinsoli

che mi ha raccontato la sua Alaska, dandomi un sacco di consigli.

Ausilia Vistarini,

( unica donna europea a concludere i 1800 km dell’ Iditaroad) .

Marta Poretti

( 1° donna iditasport Extreme 2018).

Mentre scrivo queste righe sono in piena preparazione logistica per quella che sicuramente sarà la mia più grande avventura. Fra qualche giorno volerò in Alaska per partecipare all’ Iditasport original .

Immagino grandi spazi bianchi, boschi infiniti, freddo, solitudine e paura.Un sogno che si avvera! Quei documentari che hanno sempre catturato la mia fantasia da bambino adesso avranno una risposta … !Grazie a chi mi sostiene in questa avventura…. In primis a Silvia, compagna di vita e di avventure.

Alla mia famiglia che mi sostiene. In particolare a mamma, che forse non lo capirà mai o forse lo capisce ma non riesce a dimostrarlo .

A chi mi ha sostenuto con attrezzatura, supporto economico e morale…

Sentiero degli Dei

C’è un posto in Campania, in Costiera Amalfitana, dove le rocce e le pareti stapiombano nel blu cobalto di un mare stupendo. A dividere tutto ciò una piccola traccia percorsa ormai da milioni di persone ed un nome che riesce a far capire la grandezza di questo posto …Il sentiero degli Dei. Ognuno di noi ha il suo Dio, ogni religione ha un Dio, chi non crede in niente ha come Dio se stesso. Da sempre per identificare le cose più belle si usa venerare un Dio per averlo creato. Il sentiero degli Dei oltre ad essere un posto di bellezza assoluta, non è solo spettacolo visivo ma è odore, polvere, sudore e fatica.

Un’ opera Bellissima puoi ammirarla per ore, restarne abbagliato ma non sarà mai come percorrere una galleria d’ arte in cui ogni passo è una scoperta, così il Sentiero degli Dei regala sempre un nuovo scorcio, ogni angolo ti ruba gli sguardi , ogni panorama e baratro ti toglie il fiato. Un particolare curioso della mattina in un messaggio con il mio amico Ugo Ferrero che aveva passato la notte al “Giardino Degli Dei ” , nel Parco Nazionale del Pollino conferma la mia teoria dei nomi degli Dei legati a posti bellissimi. C’è una frase in un Film molto famoso tra i miei preferiti, credo tra i 10 colossal più belli di sempre in cui Achille davanti ad una Briseide bellissima ed intimorita dice : ( dal film Troy)

“Ti dirò un segreto una cosa che non insegnano nei templi, Gli Dei ci Invidiano… ci invidiano perché siamo mortali, perché ogni momento potrebbe essere l’ ultimo, ogni cosa è più bella per i condannati a morte, e tu non sarai mai più bella di quanto sei ora… questo momento non tornerà…”

Ecco gli Dei ci Invidiano perché lo hanno creato e non possono percorrerlo….

Partiti alla buon ora da Terranova di Pollino siamo arrivati ad Agerola intorno alle 10:30, la giornata calda e il cielo leggermente velato ci hanno permesso di non patire particolarmente il caldo. Appena partiti il panorama diventa subito spettacolare casette arroccate su pareti a strapiombo e coltivazioni a Terrazzino riportano indietro nel tempo, quando il Sentiero non era percorso solo per turismo ma era segnato dalle fatiche e dal sudore di chi per scelta o per necessità percorreva questi sentieri. L’obbiettivo della giornata era quello di percorrerlo andata e ritorno fino a Nocelle. Una sosta per un panino e una fresca granita al limone contornata dalla vista stupenda di Positano hanno preceduto il nostro rientro.

I 6 km percorsi all’ andata non hanno pregiudicato il nostro ritmo del rientro, intervallato da soste fotografiche e una piccola pausa in un posto particolare dove la gente si ferma per creare delle piccole strutture con pietre sospese e lo stone balacing:

Pietre in equilibrio è una forma di espressione artistica consistente nella realizzazione di composizioni fatte con pietre poste in equilibrio una sull’altra, che in apparenza sembrano essere fisicamente impossibili.

Nell’ ultimo tratto di rientro la luce e i colori diventano ancora più belli. Ci avviciniamo al tramonto portando con noi l’ emozione e il ricordo di aver passeggiato al cospetto degli Dei …

Dati Tecnici:

Partenza : Agerola-Bomerano

Arrivo : Nocelle

Percorso: Andata -Ritorno

Distanza : 12 km

Durata : 7 ore

Dislivello : Dsc 718 – Asc 683m

maggiori info :

http://www.pollinoadventure.com

Pasquale Larocca 3497561474

http://www.ivytour.it

A Silvia … compagna di viaggi !

Pasquale Larocca

” Pollino Adventure il nostro stile di vita..”